Intervento – CACCIA ALLA TROTA

31 03 2010

di Veb

Questa la storia. Il figlio non proprio brillantissimo (Bossi Renzo) del lìder maximo (Bossi Umberto), noto alle cronache nazionali (beh, diciamo non ignoto) per i ripetuti ricorsi al Tar contro le reiterate bocciature all’insuperabile esame di maturità, ha finalmente trovato la sua strada.

E’ candidato.

Un posto di lavoro che, in tempi di crisi economica internazionale, non è certo da buttar via (che poi, se ti eleggono, uno stipendio da consigliere torna sempre utile).

Il quartogenito (il primo, Riccardo, è stato 4 anni a Bruxelles a fare il portaborse, anzi l’assistente di un parlamentare europeo della Lega Nord, Francesco Speroni) è candidato infatti nelle fila del Carroccio per le prossime elezioni regionali.

Ora, quelli della Lega di Milano non erano propriamente entusiasti della cosa, e, per non contrariare l’amato lìder, hanno escogitato un piano semplice ed efficace: hanno sbolognato lo sgradito pupillo ai ‘cugini di campagna’ (così, almeno, nella loro visuale), inserendo il nome dell’illustre cadetto nella lista di Brescia e provincia.

I lumbard della Leonessa non l’hanno presa proprio benissimo, e hanno messo su una bella cagnara, con tanto di gruppo su Facebook, per boicottare la candidatura del ragazzotto. “Noi la campagna elettorale a quello lì non la vogliamo fare!”, è stato il grido di dolore delle camice verdi della Val Camonica.

Insomma, prima “Roma Ladrona”, adesso “Milano imbrogliona”.

***

Al momento in cui scrivo, non so se il promettente diplomato (si, alla fine ce l’ha fatta) è stato poi eletto.

Voglio solo esprimere la piena solidarietà dei popoli europei ai poveri leghisti incastrati dalla “trota”.

E sì, perché il giovane Bossi, lungi dall’essere appassionato di pesca, è stato più volte definito “il delfino” del vecchio senatùr.

Delfino? – pare si sia chiesto un dirigente della Lega – Ma va là! Sarà mica un delfino, quello lì?! Al massimo, una trota!”.

PS. La trota ce l’ha fatta. E’ consigliere.Raccogliere 13 mila preferenze non è stato facile” (???), questa la sua prima dichiarazione. In perfetto italiano (già ottimo segnale). Piccole trote crescono.





Turista della Democrazia 10 – IL PAGELLONE ELETTORALE

30 03 2010

di Pasquale Supino

Comunque vada sarà un successo” canticchiava, qualche anno fa, Tommaso Zanello, in arte Piotta. Lo stesso motivetto, ormai da decenni, accompagna ogni risultato elettorale, in ossequio alla nobile tradizione tutta Italia di trasformare sconfitte in vittorie, tracolli in trionfi e disfatte in apoteosi.

Volendo, una volta per tutte, provare ad eliminare questo malvezzo nostrano, pur consapevoli della nostra pochezza, ci prendiamo l’ardire di compilare un super pagellone post elettorale, per mettere in risalto chi esce a testa alta da queste elezioni e chi, invece, è stato miserabilmente sconfitto.

Voto 10 a Renzo Bossi. Figlio dell’Umbert, fiero del diploma conseguito al terzo tentativo, privo di qualsivoglia conoscenza politica e, quindi, candidato alle regionali della Lombardia, è stato il più votato della Lega in provincia di Brescia. Un inno alla gioia, una speranza per tutti gli italiani: ce l’ha fatta lui? Ma allora ce la posso fare anch’io!

Voto 9 a Silvio Berlusconi. Ora è sul Tg1, dopo un minuto su Sky Tg24, passa mezz’ora ed eccolo spuntare a Tele Ariccia, giusto un attimo di tregua e rieccolo a Studio Aperto. Prima di cena, una bella chiacchierata con Emilio Fede e, dulcis in fundo, una intervista-monstre al giornale radio. Una campagna elettorale così martellante non si vedeva da anni, ma, ancora una volta, ha avuto ragione lui. Il Governo del non-fare, dei Cosentino e dei Calderoli è nuovamente riuscito a foderare di prosciutto gli occhi degli italiani, che, incuranti dello sfascio in cui versa la nostra povera patria (che, ricordiamo, negli ultimi 9 anni è stata governata per 7 dal centrodestra), hanno continuato a dare fiducia al “partito dell’amore” (sic!) e al suo capo. Auguri.

Voto 8 alla Lega Nord. Doppia il PDL al nord-est, aumenta i consensi in tutte le regioni in cui ha presentato le proprie liste, vince in Veneto (successo scontato) e in Piemonte, spodestando una Mercedes Bresso che sembrava inarrivabile. In molti parlano di una nuova Democrazia Cristiana: ce lo auguriamo vivamente, soprattutto per la fine che ha fatto la “balena bianca”.

Voto 7 alle genialate di Fabrizio Cicchitto. Ma quante ne caccia? Sentite la sua ultima dichiarazione: “Il voto per Polverini - se ad esempio c’è aggiunto a fianco il nome di De Lillo, tra i più noti esponenti del Pdl a Roma – è un voto valido, perché l’intenzione di voto è chiara”. In pratica, a suo parere, se si scrive sulla scheda elettorale in nome di una persona che non è candidata, il voto, in barba a tutte le norme, non andrebbe annullato. E’ un po’ come se io scrivessi P2 e il presidente di seggio, capita la mia intenzione di voto, attribuisse una preferenza a Cicchitto.

Voto 6 ad Antonio Di Pietro. L’IdV non decolla e non precipita, ottiene un buon risultato, ma poteva fare molto meglio. La Lega, pur essendo radicata solo al nord, ha il doppio dei consensi del partito del gabbiano. Per le prossime votazioni, ci permettiamo di consigliare a Di Pietro di candidare persone più legate al territorio, condizione imprescindibile per ben figurare alle elezioni amministrative (mentre, com’è ovvio, per le politiche e le europee è opportuno puntare su nomi di maggior peso).

Voto 5 a Pierluigi Bersani. Salva il partito dalla debacle, tuttavia compie alcune scelte che, già da tempo, sono risultate incomprensibili e autolesioniste. Che speranze aveva Agazio Loiero di vincere in Calabria? E in Veneto non si poteva trovare un candidato più conosciuto? E Paola Binetti, ma quando volevi deciderti a cacciarla? Se n’è dovuta andare lei, altrimenti l’avremmo ancora tra i piedi.

Voto 4 a Vincenzo De Luca. Capiamoci: lui ce l’ha messa tutta per salvare il salvabile, per evitare che la baracca, già molto diroccata, finisse di sfasciarsi. Però gli elettori non l’hanno premiato, prende una bella scoppola in buona parte della Campania (zone cilentane comprese) e viene staccato di oltre dieci punti dall’anonimo Stefano Caldoro. Certo, il distacco qualche tempo fa era ancora maggiore, ma il suo apporto è stato davvero modesto e il fatto che abbia preso più voti delle liste che lo sostengono è soltanto una magrissima consolazione.

Voto 3 a Mercedes Bresso. Contro tutti i pronostici, riesce nella titanica impresa di perdere in Piemonte nonostante l’azzardata alleanza con l’UDC. A spoglio concluso, invece di cospargersi il capo di cenere e congratularsi con il suo avversario, si traveste da Silvio Berlusconi e inizia a blaterare “chiederemo di ricontare i voti, faremo ricorso”. Per la serie: piccoli Berlusconi crescono.

Voto 2 a Giuseppe Bortolussi. Chi? Giuseppe Bortolussi. Chi? Ma come chi! Giuseppe Bortolussi, il candidato del PD alla presidenza della Regione Veneto. Contro lo schiacciasassi Luca Zaia, riesce a racimolare meno del 30% delle preferenze, contro il 60 del neo presidente veneto. Neanche Massimo D’Alema sarebbe riuscito a fare di peggio.

Voto 1 ad Anna Finocchiaro. “Sette a sei è un buon risultato”. Da ricovero immediato, con codice rosso.

Voto 0 agli elettori della provincia di Brescia. Con tutto il rispetto, ma con quale coraggio si va in cabina elettorale e si scrive sulla scheda “RENZO BOSSI” ? Misteri d’Italia!

Voto sottozero (ovvero: al peggio non c’è mai fine) alla classe politica italiana. Litigiosi, rissosi, populisti, petulanti, i nostri politici sono i peggiori d’Europa (e forse del mondo). Non una proposta concreta, non un’azione tangibile, non un’iniziativa determinata, ma solo risse, insulti, offese, chiacchiericci e polemiche sterili. E poi si lamentano se l’astensionismo supera il 40%. Fossi in loro, mi preoccuperei di quel 60% di italiani che ancora non si è scocciato di essere preso in giro.





Intervento – DE LUCA PRESIDENTE: ULTIMA VERA POSSIBILITA’ DI CAMBIARE LA CAMPANIA

27 03 2010

di Mario Tirino

Sono il primo a riconoscere lo scempio compiuto da Antonio Bassolino nell’ultimo quinquennio.
Ma Vincenzo De Luca può offrirci la possibilità di una rivoluzione radicale. Dall’altra parte, abbiamo il peggio del governo bassoliniano che è passato a destra, il peggio della Prima Repubblica, gente condannata per corruzione e addirittura per camorra. Abbiamo il responsabile regionale del PDL, Nicola Cosentino, pesantemente indiziato di essere il referente politico del Clan dei Casalesi. Io non voglio che la mia terra diventi terra di nessuno in cui imperversano i delinquenti.
E’ per questo che invito tutti a votare in massa per Vincenzo De Luca, un uomo onesto, un uomo libero, capace di governare in maniera straordinaria Salerno (primo città italiana per la raccolta differenziata, città giardino, dove si può passeggiare in sicurezza anche di notte). Un uomo con un progetto serio per un cambiamento radicale, basato sul lavoro, la ricerca, la scuola, la formazione.
In queste elezioni non si gioca solo il governo regionale, si gioca il nostro stesso futuro di uomini degni e liberi: stavolta non possiamo tentennare, o con De Luca per la legalità e il cambiamento, o per Stefano Caldoro e la camorra che sta comprando per lui pacchetti di voti, insieme a tutto il peggio della politica campana (Ciriaco De Mita, Clemente e Sandra Mastella, Riccardo Villari, Alfredo Vito, il condannato per camorra Roberto Conte, Paolo Cirino Pomicino, Giulio Di Donato, Enzo Scotti, il nipote di Gava). Liberiamoci una volta per tutte dei politicanti, dei camorristi e dei notabili e diamo fiducia a chi davvero vuole cambiare tutto!
Cari amici votiamo De Luca e diffondiamo questo messaggio per convincere gli indecisi.
La lotta per la libertà non può vederci indifferenti. Vinceremo e cambierà tutto!





Intervento – IN VIAGGIO

27 03 2010

di Maria Garofalo

Sono in viaggio verso Roma, in un autobus viola fra gente rumorosamente viola, è il giorno del mio compleanno. Oggi compio diciotto anni. Sentivo, a mano amano che la data si approssimava, di essere ad un giro di boa importante e volevo festeggiarlo in  modo speciale. Ho pensato alla rete ed alle opportunità che offre di sapere e stare al centro delle notizie, e così ho deciso di partire per Roma  e testimoniare  il mio disappunto di cittadina, prossima al suo primo voto, a cui stavano togliendo la possibilità di esprimersi fiduciosamente. Ma prima di partire volevo sentire il parere di mia nonna, anzi bisnonna, ed è stata proprio lei a mettermi su questo pullman. Strana nonna Matilde, fortissima. S’informa in internet perché dice che ormai i giornali non servono “ manco a pulirsi il culo!”. Mi ha raccontato la Storia, nonna Matilde, prima che io partissi, prima che lei… partisse.

Compivo diciotto anni nel 1940. L’Italia era succube del fascismo, genuflessa dinanzi ad una dittatura chinava il capo ormai sempre più riluttante. Una grave crisi economica  prostrava il paese da un bel po’,  i contadini erano ridotti alla fame, gli operai vessati e mal pagati, la sanità fascista una chimera, la giustizia nera applicava leggi ad personam e tutti erano costretti ad un pensiero unico. Eppure in un tale disastro il Duce si mostrava ottimista e sorridente, esortava alla fiducia attraverso una propaganda  mediatica che azzerava qualunque voce contraria. Io ero stata, a forza, una giovane balilla e mio padre per aver rifiutato la camicia nera era stato incarcerato, picchiato e la sua tabaccheria data alle fiamme. Dopo di che finimmo tutti in nero. Quello era il colore della mia gioventù. A scuola ero additata come  ‘la comunista’ e tutti se ne stavano alla larga, anche il ‘maestro unico’ mi guardava torvo, mentre storpiava la cultura ad uso fascista. Mio padre quel giorno rincasò tardissimo. La mamma lo accolse preoccupata, lui si lasciò andare su una sedia e, la testa fra le mani, disse con voce durissima: siamo in guerra! Mia madre si coprì il viso con  il grembiule mentre mio padre concluse deciso: ‘non andrò a morire per il Duce ed i fascisti, io combatterò per la libertà e tu – indicando me – tu un giorno sarai una donna libera’.

Ma io non me ne stetti ad aspettare, andai con i partigiani e feci la mia parte, anche se piccolissima, coraggiosamente. Quanto dolore, figlia mia, quanta paura. Quante perdite. I miei amici, i parenti; la guerra si portò via tanta vita ma mai la speranza, forse  perché ero giovane ed esasperata. Nel 1940, il giorno del mio compleanno, ho deciso da che parte stare. E tu? Vuoi ancora sopportare quest’abominio di Presidente del Consiglio? Vuoi  dare il tuo fondamentale voto a questa classe politica svergognata a destra e smidollata a sinistra? O vuoi formarti una coscienza civile e politica che ti restituisca la dignità? Allora, figlia mia, và. Vai a cercare una piazza coraggiosa e pulita, gente come te. Ci saranno molti ostacoli e false piste, ma non ti sorprendere: è già accaduto, oltre l’inganno c’è la strada retta e non sarai sola. Non c’è modo migliore di accogliere il tuo diciottesimo compleanno, ora non è tempo di balocchi belletti e Grande Fratello. Questo è il momento di  guardarsi intorno, ascoltare e capire. Segui la voce dell’onestà e della fiducia.

Porta questa storia alla gente che incontrerai e se ti riconosceranno vuol dire che sei nel posto giusto. Non aver paura di urlare il tuo dissenso, altre voci si aggiungeranno alla tua, le vostre urla faranno tremare i Palazzi, i giullari  di corte ed il Sultano. Verrà tutto giù ma costerà il tuo impegno, la tua dedizione giornaliera, il coraggio e quando sarai libera mi saluterai così come io saluto te adesso:  O bella ciao, bella ciao…ciao, ciao, ciao!”.





Intervento – CIRCO CON ANIMALI. SOFFERENZE E TORTURE DIETRO LO SPETTACOLO

18 03 2010

di Ferdinando Mango

Qualche giorno fa facendo una passeggiata nel mio paese ho notato la presenza di un circo, ma soprattutto mi sono incuriosito sulla presenza  di due grossi animali selvatici, un ippopotamo e un bisonte americano. Non ho potuto non notare lo stato in cui versavano questi animali. L’ippopotamo era costretto a stare in un recinto delle dimensioni di poco più di un quarto di un campo di basket (un ippopotamo può essere lungo 3.75mt e pesare da 1,4 a 3 t)  e non poteva bagnarsi a sufficienza né bere liberamente, in quanto l’acqua gli veniva somministrata da un addetto del circo che si limitava anche a buttargli qualche litro di acqua addosso.

Il bisonte non stava tanto meglio, stesso recinto, stessa stazza, con la sola differenza che destava in condizioni igieniche precarie (mi chiedo come lo possano far esibire durante uno spettacolo). L’unico modo di far notare la propria fame era quella di spingere verso il recinto,\ come se volessero aprirlo e così spuntava l’omino con una balla di fieno che sarà stata al massimo 3kg: di solito un ippopotamo ne mangia 40kg al giorno o meglio a notte, visto che in natura si nutrono dopo il tramonto. In cattività, però, si devono abituare ai ritmi dell’uomo: dopo il tramonto c’è lo spettacolo. In una tenda poco vicina invece si potevano notare altri esemplari di animali più piccoli come lama, cammelli, pony ecc. nelle stesse pessime condizioni.

Come racconta Tom Rider, ex lavoratore del circo Ringling Brothers Barnum poi licenziatosi perché disgustato dal trattamento riservato agli animali, “sono entrato nei circhi per stare con gli animali ed occuparmi di loro, ma mi sono accorto che vengono maltrattati in nome del divertimento. Cavalli presi a pugni, tigri ed elefanti picchiati, frustati e torturati anche con scosse elettriche durante l’addestramento. Vedevo abusi ogni giorno”.  Passano i tempi, ma gli addestramenti sono gli stessi, l’uso della violenza serve ad incutere timore fin quando gli animali non si rendono conto che per loro non c’e via di scampo.

Piuttosto che soffermarmi sulla sofferenza che viene procurata agli animali per l’intrattenimento di grandi e piccini, mi viene da pensare anche al lato economico della questione. Come fa un circo a permettersi animali del genere? La risposta c’è: semplicemente non ce la fa, il budget per la detenzione degli animali per un circo è altissimo. Dunque come fa un circo a sostenersi economicamente? Anche qui c’è lo zampino dello Stato, ci mancherebbe!!!

Nel 1968 alcune leggi hanno sancito il valore culturale sociale ed educativo del circo, di conseguenza conferendogli contributi pubblici: la Legge 337/68 recita: “lo stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri pertanto sostiene il consolidamento e lo sviluppo del settore”. Di conseguenza vengono invitate le amministrazioni locali ad ospitare le attività circensi nel proprio territorio. Qualche anno dopo nel 1985, la Legge n.163Nuova disciplina degli interventi dello stato a favore dello spettacolo’ marcia su  questa linea conferendo al circo una quota percentuale fissa del Fondo Unico per lo Spettacolo. Ovviamente la legge tralascia le condizioni in cui versano centinaia di specie di animali in tutt’Italia. Dando un occhiata ai dati  si evince che tali somme, dal 1998 al 2008, raggiungono la media di 7 milioni di euro, presi dalle tasche dei cittadini e spesi per uno spettacolo totalmente diseducativo, tra l’altro i cittadini molto spesso  si sono espressi per l’abolizione degli animali da circo.  Verrebbe da pensare, abolendo gli animali dai circhi il settore va in crisi e chi le sfama tutte le famiglie circensi che perdono il lavoro? Non è assolutamente detto che il guadagno dei circensi sia strettamente legato allo spettacolo degli animali: da anni circhi eticamente corretti, come il famosissimo Cirque du Soleil, incassano milioni con i loro spettacoli di acrobati, clown, contorsionisti, prestigiatori ecc.. Da anni anche numerosi Stati pongono dei limiti a questa arte e come al solito l’Italia è indietro. Vediamo qualche esempio: negli  spettacoli circensi di quasi tutta Europa (15 Paesi) sono banditi almeno gli animali selvatici; in alcuni distretti dell’Inghilterra hanno vietato ogni tipo di animale e lo stesso vale per l’India, la Colombia, il Brasile, l’Usa e il Canada; la Bolivia è il primo Paese al mondo che ha proibito l’uso di animali sia selvatici che domestici nei circhi itineranti.

Fortunatamente ci sono in Italia persone sensibili che da anni si battono per salvare gli animali da circo, tant’è vero che  in Parlamento è stata presentata nel luglio del 2008 una proposta di legge sostenuta da entrambi gli schieramenti politici dal titolo: “Norme per la graduale dismissione dell’uso di animali da parte dei circhi e per il sostegno dello spettacolo circense”. Essa prevede il divieto di acquisizione di nuovi animali all’interno dei circhi e il trasferimento dei fondi ai soli circhi che non utilizzano animali nei loro spettacoli. Un notevole passo avanti umano e culturale, ma che attualmente è fermo alla Camera in corso di esame in Commissione. Ma come sempre la svolta culturale è nelle nostre mani. Dobbiamo prima di tutto noi convincerci che è uno spettacolo penoso che passa sulla pelle di animali imprigionati e torturati. E’ inutile la giustificazione “ai bambini piace”, frutto di una nostra diseducazione sull’argomento: i bambini, perspicaci quali sono, capiranno sicuramente che il circo è un luogo non adatto agli animali, un luogo dove non possono trovare la felicità. Se i bimbi sapessero come viene indotta a fare il suo spettacolo la foca che suona le trombette sarebbero contenti? Io credo proprio di no.

Concludo segnalando tre link per approfondire il tema del circo, come prigione per animali:

http://www.enpa.it/it/uffici/DossierCirco.pdf

http://www.lav.it/index.php?id=235

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=4&pm=1&IDmsezione=59&IDalbum=23069&tipo=FOTOGALLERY#mpos





L’Avvelenata 10 – INDOVINA INDOVINELLO

18 03 2010

di Lorenzo Caputo

Al Tg7, Giovanni Floris fa notare che per ogni  Ballarò entrano nelle casse della Rai circa 700mila euro per la pubblicità. Considerate l’assenza di talk-show per un mese, e fatevi due conti. Quale rete televisiva viene avvantaggiata?





E TU, SEI SUDDITO O CITTADINO?

11 03 2010

Suddito o cittadino?





L’Avvelenata 9 – BARZELLETTA

10 03 2010

di Lorenzo Caputo

Hanno reso una barzelletta anche l’unico momento per cui questa nazioncina poteva essere definita “una democrazia”: le elezioni politiche. Ma dico io, rimarrete delle capre fino alla morte per non rendervi conto da quali delinquenti/incapaci siete amministrati?





Intervento – NEL NOME DEL PADRE

10 03 2010

di Giuseppe Messina

Cosa hanno in comune un uomo di chiesa ed un parlamentare?

Qualche settimana fa ho visto un servizio delle Iene in cui veniva mostrato un parroco molestare una ragazza nel Napoletano. Tutto nasce da un racconto di una giovanissima che, ancora bambina, 10 anni fa subì, a suo dire, una violenza dal parroco.

Per verificare la veridicità  del racconto, la troupe delle Iene invia una ragazza.

Il video è francamente disgustoso, perché mostra il “Padre” toccare la ragazza nelle sue zone intime, con la scusa di curarla da un male oscuro.

La ragazza comincia a protestare, ma il parroco la tranquillizza, le dice che ha delle energie negative, che la sua è la mano di Dio.

Successivamente viene mandato un ragazzo al parroco, che stranamente questa volta non ha niente da combattere, non vede energie negative, la Mano de Dios è a riposo.

Una settimana dopo la troupe delle Iene torna sul posto, poiché qualche giorno dopo è  arrivato il provvedimento della Chiesa di Napoli: sospensione per  il parroco ed allontanamento in un monastero del Lazio.

Ma ovviamente un prete che tocca i parrocchiani, ehm pardon le parrocchiane, non lascia insensibili i propri fedeli, che puntualmente hanno fatto sentire la propria voce. Ed infatti in redazione sono arrivate delle email dai toni pacati:

Ma come vi permettere di fare delle insinuazioni…dovete andare a morire ammazzati”.

Il filmato è tutta una montatura, maiali sporchi, il padre è un sant’uomo e noi siamo tutti con lui”.

Un avviso chiaro: non continuate così che avete la vita breve”.

Visto il tono amichevole la troupe decide di recarsi sul posto e cosa trova? La folla inferocita!

Quell’uomo ha fatto dei miracoli, c’ha le mani miracolose (!)…se ha palpato è per vedere se sotto c’è qualcosa di maligno…

Non mettete in mezzo quello che ha detto quella ragazza, si è inventata tutto, io non la credo, le immagini sono false!

Se l’avesse fatto a mi figlia? L’ha fatto, l’ha fatto…alla figlia di una mia carissima amica! E l’ha fatto in buona fede, ha fatto delle benedizioni” (palpative, ma sempre benedizioni per carità!!!).

Quindi nessuna sorpresa se il parroco in questione è stato semplicemente allontanato, quando qualsiasi altro povero cristo sarebbe stato arrestato, nessuna sorpresa se in questo paese un uomo di Chiesa può anche toccare una bambina di 13 anni senza venire processato.

Ecco quindi cosa hanno in comune gli uomini di Chiesa con i nostri amatissimi parlamentari: l’immunità!

Nessuna sorpresa se i fedeli insorgono e gridano al complotto (lo fanno i nostri governanti contro la magistratura..). Nessuna sorpresa se nessuno si indigna che un uomo (e basta) tocca una bambina di 13 anni, nessuna sorpresa se nessuno dice o pensa che quando si toccano i bambini non c’è saio che ti protegga, si è tutti uguali, si è solo feccia, si è solo uno sputo dell’umanità!

Nell’Italchiesa preti e parlamentari non possono essere processati, sono al di sopra di tutto e tutti, sono degli intoccabili, ma possiamo sempre donare il nostro 8 x 1000: 1.500.000.000 di euro riversati ogni anno dallo Stato italiano nelle tesorerie della chiesa, soldi ben spesi visto che un prete che tocca i bambini (un pedofilo, prete ma sempre pedofilo!) viene al massimo allontanato o trasferito.

Se la gente urla in piazza e non vuole vedere va bene così, fuori  i  laici che ragionano e creano problemi alla chiesa, qui non c’è posto per loro, questa è la Repubblica dei Preti…





Intervento – HOMO SAPIENS. SAPIENS?

10 03 2010

di Maria Garofalo

Quando finalmente siamo riusciti (o almeno lo crediamo) a mappare gli stadi evolutivi della razza  umana, abbiamo definito le tappe con appellativi affascinanti ed esotici. Un lungo escursus fino all’Homo Sapiens, caratterizzando con tale aggettivo la prima specie animale completamente fuori dalle leggi e dai meccanismi (peraltro ancora sconosciuti) che regolano la vita di questo pianeta e forse dello stesso universo. Una storia, quella della Terra, e del sistema solare che ci ospita, antica di milioni di anni, che precede la razza umana tanto da rendersi, per lo più, ancora inintellegibile. Cotanto passato indurrebbe l’Homo Sapiens al rispetto ed all’umiltà nell’affrontare un’analisi complessa:  invece, in un rigurgito di onniscienza, ecco l’onnipotens auto celebrarsi – Homo Sapiens-Sapiens.

Come dire : se n’è proprio convinto!

Permettetemi di dubitare e quindi di dissentire, cogliendo così l’occasione di presentarvi questi fratelli siamesi: il Dubbio, che anima la mia coscienza, ed il Dissenso, che muove i miei  pensieri ogni qual volta sento smarrirne la logica. Tornando al Sapiens, se le parole hanno un senso, vado al vocabolario e scopro che ci siamo fregiati di un doppio titolo doppiamente improprio. Dov’è infatti la sapienza di quest’Uomo?

Per milioni di anni il sistema “Natura” ha scandito le sorti del pianeta e dei suoi abitanti. L’esistenza è sempre stata garantita da una legge universale valida per i vegetali, i mammiferi, i rettili e qualunque forma di vita foss’anche unicellulare: l’Istinto di Sopravvivenza. Trattasi di un meccanismo straordinario che consente alle specie di resistere nel tempo e nello spazio, adattandosi a qualsiasi sorta di mutamento, ma non solo. La meraviglia di questa regola sta nella possibilità di permettere ad una specie, inabile dinanzi al cambiamento, di trasformarsi in altro, di evolversi. Oppure, nella peggiore delle ipotesi, di estinguersi lasciando spazio ad altre specie meglio adattate. L’Istinto di Sopravvivenza accorpa altre leggi naturali quali: la riproduzione, le cure parentali, l’eterna sfida fra predatori e prede ad armi pari. Pure l’Istinto di Sopravvivenza, questo motore inarrestabile, cede il passo alla Morte che rappresenta il rinnovamento e quindi ancora Vita, all’infinito. O forse no. Qualcosa infatti si è inceppato, il sistema ha subito una devianza. Forse  da quando  gli ominidi hanno scoperto il fuoco ed il suo enorme potere di sopraffazione, forse già da allora il cervello umano ha cominciato a degenerare rapidamente. Il delirio di onnipotenza, come un virus letale, ha intaccato i neuroni trasmettendo danni cerebrali fino a noi, ed oltre. Di scoperta in scoperta abbiamo sfruttato il pianeta in maniera incessante e volgare calpestando tutti gli altri abitanti. Un’orda barbarica ha violato ogni rispetto, compreso quello del buon senso, trattando la Terra e le sue molteplici quanto meravigliose forme di vita,  come fossero di  sua proprietà. Noi razza Intelligente, noi  Sapiens- Sapiens in una manciata di attimi (esistiamo da zero tempo rispetto a tutto il resto) abbiamo spazzato via la nostra casa, le nostre risorse. Abbiamo contaminato cielo, terra e mare, distrutto la Bellezza.

Ma siamo proprio sicuro di essere tanto intelligenti?

E pensare che se sparissimo di colpo, l’intero Universo esulterebbe. Tutte le creature si riapproprierebbero del pianeta lasciando alla Natura il delizioso compito di cancellare, pian piano, ogni traccia di noi. Noi, Homo Sapiens- Sapiens.








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