Intervento – I SETTE VELI DI RUBY

10 11 2010

di Maria Garofalo

La prima reazione dinanzi all’ennesimo scandalo nel  quale è coinvolto il nostro premier, insieme al suo giornalista lacchè ed un agente di dubbia reputazione, è quella di orrore e vergogna.  Tuttavia la umana curiosità di conoscere i dettagli di una squallida vicenda nella quale vecchi corrotti sbavano dietro ragazzine compiacenti, lautamente pagate in cambio di prestazioni sessuali, indurrebbe chiunque alla lettura di quotidiani e giornalacci di gossip volgare. Per non parlare della visione di telegiornali e programmi di intrattenimento grettamente pettegoli. Troppo facile e gustoso cadere preda del voyeurismo  più meschino salvo poi per finire intrappolati dal solito tormentone mediatico. Sicché, nonostante animati dall’assoluto disprezzo nei confronti di loschi figuri, molti restano obnubilati dalle ossessive immagini di culi, tette, minorenni, mummie pervertite, ed esponenti di governo i quali esercitano a sproposito il loro ruolo istituzionale onde salvare la “gnocca” di turno. Un copione logoro, sfruttato fino al disgusto, che non può non  indurci a meditare e guardare oltre l’ulteriore zozza farsa! Cosa c’è al di là delle cosce della lolita? Un paese rovinato, al collasso economico a cui il governo non sa dare risposte né guida.
In Campania si muore  avvelenati da discariche e camorra, la città simbolo della cultura sepolta dalla spazzatura che il governatorato di Antonio Bassolino (e altri prima di lui), di Stefano Caldoro (e chiunque dopo di lui) non hanno fatto altro che nascondere alla meno peggio nei terreni della “Campania felix”. Amata terra mia, calpestata e sfigurata. Al ritorno in prefettura della  banda B & B ( Berlusconi e Bertolaso) la mia città non è insorta, non li ha presi a calci in culo perché la Napoli della Cultura e della Bellezza è esausta. Sfinita dalla disoccupazione,  dalla povertà e dalla malavita che il governo protegge con leggi ad Hoc. Arrivano e non dicono nulla pur sbraitando per ore! Incredibile. Di fronte ai cortei, alle domande, ai cumuli di monnezza, alla resistenza di coloro che non vogliono la riapertura di discariche pericolosissime e sature, ai no urlati alle promesse fasulle, costoro non dicono nulla! Barzellette, festini a base di coca-viagra, puttanume. Un abisso nel quale sprofonda un’intera nazione senza speranza.
Sì, senza speranza se il ministro Umberto Bossi commenta la leggerezza del premier offrendosi, con Roberto Maroni, quale migliore àncora di salvezza per il prossimo passo falso. Senza speranza se un milione di persone in  corteo con la Fiom sparisce dall’attenzione dei media il giorno dopo. Senza speranza se l’opposizione implora il dialogo con Gianfranco Fini e chiunque voglia caricarsi il compito di “opporsi”, purché solo a chiacchiere. Un Paese  ridotto alla miseria al punto da bollare argomenti quali la legge sul conflitto d’interessi e la riforma  della legge elettorale, come amenità di pance satolle. Nessuna risposta della cricca agli studenti in piazza a braccetto degli insegnanti. Nessuna risposta a Confindustria, a Confcommercio, ai disoccupati, ai pensionati. Silenzio raccapricciante, interrotto solo dalla danza dei sette veli di Ruby-Salomè mandata a reti unificate, in un unico orribile messaggio di putrefazione umana e sociale.


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10 11 2010
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