Appare chiaro ormai che la crisi finanziaria ha origini strutturali. Le comunità fameliche di speculatori di tutto il mondo possono prendere in ostaggio interi Paesi, facendo leva sul loro debito sovrano e gettando nello sconforto e nella disperazione intere popolazioni. E’ sufficiente reagire con la rigorosa manovra sui conti pubblici imbastita dal governo Berlusconi?
Sulla reale consistenza della manovra torneremo a breve, ma in questo nostro abbozzo di manifesto dobbiamo partire da una necessaria premessa.
Ovvero: dopo il crack di Lehman Brothers, i fallimenti a catena e i salvataggi pubblici di assicurazioni e banche americane – innescate dalla follìa dei mutui subprime – la finanza mondiale è stata diversamente regolata?
Assolutamente no. Le iniezioni di liquidità della Banca centrale europea e di quella americana hanno finanziato altri giochi speculativi altrettanto pericolosi. Non dimentichiamo gli intrecci assai inquietanti tra gli azionisti delle agenzie di rating, il cui giudizio in un solo giorno provoca l’evaporazione di decine di miliardi di capitalizzazione, e i fondi di investimento di tutto il mondo.
La prima massiccia riforma dovrebbe dunque investire proprio le speculazioni borsistiche. Le transazioni finanziarie, oltre a dover essere assoggettate ad una doverosa tassazione, devono essere disciplinate in modo che ritorni, la Borsa, ad essere un equo e trasparente doppio strumento, di finanziamento per le imprese quotate e di investimento per piccoli e medi risparmatori. Bisogna evitare che nell’enorme mercato globale creato dalla rivoluzione telematica pochi grandi gruppi con la loro potenza di fuoco possano con sfacciata arroganza influenzare il destino, lavorativo, sociale ed economico, di milioni di persone.
Naturalmente una regolazione degli scambi globali può avvenire solo su base planetaria ed è per tale ragione che vanno rispolverate le richieste, avanzate all’indomani del caso dei mutui subprime, di una nuova Bretton-Woods per la finanza mondiale.
Detto questo, come si reagisce nell’immediato a una crisi finanziaria per lo Stato italiano? Quali idee e proposte può mettere in campo la sinistra?
Abbiamo in mano diverse piattaforme di idee e proposte, ma sarebbe inopportuno discuterne in un unico post. Oggi ci fermiamo qui, ma a breve scadenza parleremo di alcune misure concrete per una fattibile politica di rilancio economico e culturale dell’Italia.
A presto.












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